
Half a Flood
(o dell’arte di misurare piene invisibili)
Dispositivo performativo: metacrilato, acciaio, strumenti di misurazione dei fluidi, vetrina museale in legno e vetro, manuale di istruzioni, scatole di legno e stampa fotografica fine art su metacrilato, Napoli 2024.
opera di Simona Da Pozzo realizzata in collaborazione con Antonio Billi, Francesca Carbone, Giada Colasurdo, Chiara D’Aponte, Marta Donnarumma, Caterina Falivene, Carla Grieco, Matteo Grimaldi, Lorena Laino, Roberta Matto, Rosanna Mennillo, Emanuele Minichino, Maria Rita Scerbo, Serena Spigno, Giulia Terzi, Lavinia Tocchetti, Leone Valentino.
Committenza
Liceo G. Vico, tramite progetto Arte dal Vivo (Scuola Viva / Regione Campania), Napoli 2024
L’opera installativa permanente è stata prodotta nell’ambito della V Edizione del progetto ARTE DAL VIVO del Liceo Gian Battista Vico, finanziato dalla Regione Campania.
Istruzioni per attivazione
- Recuperare chiavi della vetrina ;
- Aprire la vetrina;
- Aprire il Manuale delle Istruzioni e proseguire seguendo il supporto cartaceo;
L’opera d’arte permanente si integra nella collezione scientifica del Museo come evocazione del Nilometro, antico sistema di misurazione della piena del Nilo, e della sua unità di misura, il cubito.
Il cubito Egizio (52 cm) veniva anticamente simboleggiato dalla figura di un putto quale quello ancor oggi visibile sul Monumento Corpo di Napoli, l’unico rimanente gli otto ceh circondavano la figura del Nilo.
L’opera è anche un dispositivo che può essere attivato con una performance per rendere visibili alla cittadinanza le posizioni degli otto cubiti che, in forma di putti, circondavano la rappresentazione antropomorfa del Fiume Nilo, nota come Corpo di Napoli. Statua simbolo dei modi in cui gli umani si relazionano con l’ambiente e l’acqua.
L’opera ha goduto di una prima attivazione performativa avvenuta il 3 maggio 2024 in occasione del Maggio dei Monumenti–“Le acque di Napoli”: gli studenti hanno ricreato nello spazio pubblico l’allegoria completa del monumento e reso così tangibile come la collaborazione, la cura, la curiosità e l’attenzione rendano possibili situazioni che vanno oltre le capacità e gli sforzi individuali.
L’opera d’arte permanente presenta dunque l’insieme degli elementi necessari alla riattivazione della performance intorno al Monumento Corpo di Napoli.