Acque Invisibili

3 maggio 2024, Largo Corpo di Napoli

Il Sebeto, il Taglina, le acque dell’Arenella e le sorgenti di acqua ferrata sono solo alcune delle tante acque scomparse, sotterrate, scivolate nelle profondità tufacee di Napoli, prosciugate e chiuse. Acque, scomparse dal panorama sonoro, visibile e tattile di Napoli, che hanno portato gli Alessandrini nel II sec. D.C. a vedere Neapolis come un piccolo delta del Nilo, quel Nilo che oggi appare sdraiato con savoir faire barocco nel cuore della città. Con “Acque Invisibili” un gruppo meraviglioso, che comprende tanto gli studenti del Vico quanto attori culturali della città e artisti, ha lavorato e mondeggiato per rendere possibile questa azione nello spazio pubblico. Abbiamo reso visibili gli 8 cubiti che circondavano il Nilo. I cubiti sono l’unità di misura con cui gli antichi egizi tentavano di comprendere e misurare le piene del Nilo. Ancora oggi tentiamo di prevedere le dinamiche e comportamenti dell’acqua che sfugge all’umana aspirazione di controllo.

L’intervento performativo, promosso e finanziato dal Comune di Napoli, apre il Maggio dei Monumenti 2024 “Le acque di Napoli”