on “infiniti mondi”

Immagine di copertina e all’interno della rivista Infiniti Mondi n°40, rivista bimestrale, Napoli giugno 2025.

Testo, tratto dalla rivista, “L’acqua e le forme”, di Massimo Tartaglione.

“Le opere di Simona Da Pozzo riprodotte sulle pagine di questo numero di “Infiniti Mondi” appartengono a tre progetti, realizzati dal 2014 al 2025″

“L’idea di una lenta discesa quasi a planare più che alla dinamica della narrazione, in questa configurazione, fa pensare a quella della ricognizione o della scansione, accentuata dall’asciuttezza del segno grafico o dall’assenza del colore, che tuttavia si anima attraverso la vibrazione di natura corpuscolare e per la fitta densità del tratto. Il filo che lega questa ricerca è l’acqua: elemento primario e promordiale, che nella sua essenzialità diventa segno di una manifestazione vitale e indispensabile del mondo della natura e insieme un prodotto pienamente umano, un oggetto culturale ricostruito nel racconto del mito o trattato con le più raffinate e avanzate tecnologie rimanendo pire alla fine semplice acqua. Si potrebbe anzi dire che è proprio la distinzione tra oggetto naturale e oggetto culturale a slittare e a rarefarsi di immagine in immagine. Le forme enigmatiche e quasi totemiche delle strutture spaziali rimandano agli avanzati processi di conservazione e recupero dell’acqua come tappe di un lunghissimo viaggio che ha nel suo diramarsi e svolgersi plasmato le valle e i costoni rocciosi che, in questi disegni, assomigliano a frammenti di ossa o di epidermide. Se le piante diventano enormi architetture organiche l’inversione di scala fa dei bruchi, visti con un’ottica macro, l’eleogio di una meravigliosa e quasi fantastica complessità. C’è indubbiamente una prospettiva di ordine politico in questa progettualità ma la sua forza si esprime con una serrata evidenza proprio in quanto manifestazione artistica”

Massimo Tartaglione