Negozio #7

From Monday 6 May, NEGOZIO will be exhibiting the project  Protocollo e listino prezzi per un tentativo di equa accessibilità alla rappresent…

The work investigates value attribution systems by superimposing the bureaucratic mechanisms of the Ministry of Labour and Social Policies on those of the art market. Through the device of the shop window, the artist offers an ISEE service of the person portrayed. A drawing, a text and some practical information give passers-by the coordinates to activate the service.

image: detail of the installation

The intervention will be visible from Monday to Saturday 10am – 5pm and by appointment, from 6 May to 9 June at the headquarters of the Attiva Cultural Projects association in via Francesco Bellucci Sessa 23, Portici, (NA).

NEGOZIO is a project by damp collective

Ph: Alessandro Armento

Svelare // Ŏpĕra magazine #12

On the occasion of ART CITY Bologna, with a talk at Sof:tart Activa Cultural Project presents Ŏpĕra magazine #12. The talk will feature Lorenzo Xiques and Simona Da Pozzo, authors of the contribution “Può un monumento diventare unə alleatə?” (Can a monument become an ally?) for the column A proposito di.

February 3rd, 6:30 pm at Sof:Art, Corte Isolani 2F – 40125, Bologna

“In the 𝘼 𝙋𝙍𝙊𝙋𝙊𝙎𝙄𝙏𝙊 𝘿𝙄 ” column of Ŏpĕra 12, artist Simona Da Pozzo dialogues with queer curator and activist Lorenzo Xiques about the 𝘊𝘰𝘳𝘱𝘰 𝘥𝘪 𝘕𝘢𝘱𝘰𝘭𝘪, a famous monument in Naples which is depicted here in its fluid dimension.

LX: To me, statues have always represented symbols of power, of history narrated by the victors, of the ruling class, and thus of patriarchy. I usually ignore them when I encounter them on the street; it is difficult for me to imagine them as allies.

SDP: In my opinion, this statue, unlike many others, lends itself to dismantling the narrative of masculinity and the 𝘔𝘢𝘭𝘦𝘤𝘦𝘯𝘦. It is called ‘Corpo di Napoli’ because when it was discovered in the 16th century, headless and with other missing parts, it was thought to be a female body nursing putti […]”

From 𝘊𝘢𝘯 𝘢 𝘮𝘰𝘯𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵 𝘣𝘦𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘢𝘯 𝘢𝘭𝘭𝘺? by Simona Da Pozzo e Lorenzo Xiques


QUASI VERO

16 dicembre dalle 18:00 alle 21:00 Studio Cervo, vico San Domenico Maggiore 2, Napoli. In mostra dal 16/12/23 al 30/12/23:

Sveva Angeletti, Spazio In Situ, Roma; Paolo Assenza, off1c1na/Spazio Y, Roma; Alessio Barchitta, collettivo FLOCK, Barcellona P.G.; Marco Bernardi, Camera Frigo, Roma; Erika  Nevia CervoFabrizio CiceroSara Ciuffetta, Spazio Pane, Campoli Appennino; Simona Da Pozzo, Ex Voto, Napoli; Luca Grimaldi, POST EX, Roma; Cristallo Odescalchistruttura, Roma; Nicola Vincenzo Piscopo, Atelier Alifuoco/Quartiere Latino, Napoli; Marco Victor Romano, #APIS+, Benevento; Alice Schivardi, Alvèus_studio, Roma

Orari di apertura al pubblico: dal 16 al 30 dicembre, tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00

Sabato 16 dicembre dalle 18:00 alle 21:00 Studio Cervo presenta “quasi vero”, una mostra collettiva in cui display e opere dialogano senza prevaricazioni nei suoi spazi di recente strutturazione, in vico San Domenico Maggiore 2, nel cuore di Napoli. Lo spazio copre una vasta e labirintica area seminterrata, che un tempo fungeva da deposito di bare e che, dal 2005, è stato convertito in studio d’arte dalla Famiglia Cervo, che per l’occasione, apre al pubblico due locali.

Il progetto espositivo si presenta come un’esplorazione dall’interno dei meccanismi di produzione dell’opera e del luogo in cui tali processi avvengono. Con l’intento di dare nuovi significati all’idea di rappresentazione e approfondire, sondando le logiche che rispondono alle fenomenologie del mostrare, il ruolo che il display ha nell’atto espositivo, lo studio dei due artisti, Erika Nevia Cervo e Fabrizio Cicero, si offre al pubblico nella sua veste di non-finito, di laboratorio, emancipando il concetto di retroscena. In tale contesto si inseriscono e si stratificano le opere degli altri artisti e artiste invitati, tutti provenienti da realtà no-profit a carattere comunitario.

L’atelier d’artista, che sempre più spesso apre le sue porte al pubblico, diviene lo spazio del vivente, del non sistemato, del confuso, del dialogo implicito ed esplicito tra opere e oggetti, che si ricontestualizzano di volta in volta che lo sguardo cade su di loro.  Il titolo della mostra suggerisce una riflessione sul rapporto tra significato e linguaggio espositivo, tra immaginario collettivo e spettacolarizzazione, nel tentativo di riportare in auge la contaminazione e il dialogo tra opere.

Dove inizia e dove finisce il limite tra lo spazio di raccoglimento di un’opera e un’altra? Tra una pratica artistica e un’altra? E che ruolo gioca il display con la sua attitudine all’artificio? Una risposta comune potrebbe essere data dalla funzione che lo spettatore è chiamato oggi a svolgere, quella di non essere più solo davanti l’opera, ma dentro di essa, pronto all’interazione, a coglierne i processi che hanno portato alla sua creazione, problematizzando senso e rappresentazione.

Il progetto vuole presentarsi come un’occasione per discutere di come l’arte sia in grado di opporsi alla sua spettacolarizzazione e a ripensarsi come una forza vitale, in divenire e dialogante, che si pone oltre lo spettacolo del sé.

Talk a ntcm e l’arte

7 novembre ore 19, Via Agnello 12.

nctm e l’arte prosegue il programma di incontri dedicato ai protagonisti della scena artistica contemporanea a cura di Gabi Scardi. Il prossimo incontro vede l’artista Simona Da Pozzo in dialogo con Susanna Ravelli

immagine: “Raccogliere l’Acqua del Nilo Quando Piove”, azione e installazione Simona Da Pozzo 2023, ph Amedeo Benestante.

Articolo su Exibart

Antico Egitto contemporaneo: la mostra di Simona da Pozzo al MANN di Napoli

di Gaia Redavid, Exibart 7 novembre 2023.

“Se è vero, come diceva Einstein, che nella fisica la divisione tra passato, presente e futuro è solo un’ostinata illusione, perché non potrebbe essere lo stesso nell’arte? Nell’indagine di Simona da Pozzo, il passato archeologico torna a parlaci in veste contemporanea, con azioni e allestimenti site-specific, attraversando trasversalmente lo spazio e il tempo.” Così introduce Gaia Redavid la mostra It’s Raining Gods (& Goddesses) nel suo articolo uscito su Exibart a novembre, cogliendo la dimensione fisica della ricerca Atlas dei Corpi.

immagine: “Come il Petricore per i Cammelli” installazione reperto specific: movimentazione della Statua di Iside, insegne led, finestra aperta sulla città, 2023
Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli fino all’11 marzo 2024, mostra a cura di Rita Di Maria ed Ex-Voto.

Dialogos part seven

Il 19 ottobre si svolgerà presso SuperOtium la prima tappa di Dialogos Part Seven. A metà strada tra installazione, azione performativa e laboratorio, il progetto artistico vede la partecipazione di Gianluca Codeghini, collettivo damp, Ermanno Cristini, Simona Da Pozzo, Jacopo Natoli, Giancarlo Norese, Luca Scarabelli, Luisa Turuani, Marco Vitale e, specificamente per questa edizione napoletana, di Bianco Valente.
Dalle 15 alle 21 la polvere di eventi si andrà a depositare negli spazi di SuperOtium come un intervento effimero che avrà la durata di un solo giorno.
Per tutta la durata dell’happening il pubblico, in un contesto informale, potrà seguire gli artisti nella realizzazione dei loro interventi e azioni e partecipare al dialogo.

Dialogos è un progetto artistico collaborativo, un dialogo tra artisti, nato da un’idea di Ermanno Cristini, Giancarlo Norese e Luca Scarabelli. Alcuni mesi prima della mostra gli artisti partecipanti iniziano un dialogo online, fatto di parole e/o immagini, che costituisce la base delle “ricadute” espositive, performative, laboratoriali ed editoriali.
Iniziato nel 2011 con una mostra presso Assab One, Milano, è proseguito nel 2013 al MACT/CACT Centro per l’Arte Contemporanea di Bellinzona (CH) (2013), nel 2017 al Vitrína Deniska e Galerie Caesar, Olomouc (CZ), nel 2018 presso Current, Milano, nel 2021 al gepard14, Liebenfeld (CH) e nel 2022 al Kuona Artists Collective, Nairobi (NGR).
www.dialogosart.jimdofree.com

13 maggio OPening premio Lissone 2023

The Lissone Prize this year has been reformulated by Francesca Guerisoli, director of the Museum of Contemporary Art in Lissone, entrusting four curators with four exhibitions that will dialogue in the museum for four months.

Underlying the Lissone 2023 Prize is the desire to bring out the lines of research linked to the medium of painting through the eyes of curators and artists of different generations. Current research that can be traced back to contemporary painting is declined in multiple languages, which expose the concept of painting to countless readings.

The exhibition is divided into two chapters: the Grand Prix Section, with the exhibitions Pittura come pratica progettuale and Cose che accadono, the former curated by Gabi Scardi and the latter by Noah Stolz, and the New Visions Section, with the exhibitions Vedute, visioni, voragini and Sonata #023, curated by Saverio Verini and Lucrezia Longobardi respectively.

I am very happy to be part, together with wonderful artists: Sonia Arienta, Isabella Pers, Tiziana Pers, Linda Carrara.

‘La Pittura Come Pratica Progettuale’ is the exhibition with which Gabi Scardi focuses on the work of five artists who share an interest in painting as design practice and are driven by a sensitivity to the crucial issues of our time.