Koinotes: Anthrodays 2024

A proposito di rapporti di specie alternativi, il 15 febbraio, ore 19, racconterò De Bruchis a Casa degli Artisti di Milano nell’ambito di Anthroday 2024 in collaborazione con Anjmot Magazine – Divers3 disegualiAndare verso: Animalità e arte nell’opera di Wurmkos e Simona da Pozzo. Con: Gabi Scardi, Valentina Avanzini, Ivan Bargna in dialogo con Simona Da Pozzo e Pasquale Campanella.

Svelare // Ŏpĕra magazine #12

On the occasion of ART CITY Bologna, with a talk at Sof:tart Activa Cultural Project presents Ŏpĕra magazine #12. The talk will feature Lorenzo Xiques and Simona Da Pozzo, authors of the contribution “Può un monumento diventare unə alleatə?” (Can a monument become an ally?) for the column A proposito di.

February 3rd, 6:30 pm at Sof:Art, Corte Isolani 2F – 40125, Bologna

“In the 𝘼 𝙋𝙍𝙊𝙋𝙊𝙎𝙄𝙏𝙊 𝘿𝙄 ” column of Ŏpĕra 12, artist Simona Da Pozzo dialogues with queer curator and activist Lorenzo Xiques about the 𝘊𝘰𝘳𝘱𝘰 𝘥𝘪 𝘕𝘢𝘱𝘰𝘭𝘪, a famous monument in Naples which is depicted here in its fluid dimension.

LX: To me, statues have always represented symbols of power, of history narrated by the victors, of the ruling class, and thus of patriarchy. I usually ignore them when I encounter them on the street; it is difficult for me to imagine them as allies.

SDP: In my opinion, this statue, unlike many others, lends itself to dismantling the narrative of masculinity and the 𝘔𝘢𝘭𝘦𝘤𝘦𝘯𝘦. It is called ‘Corpo di Napoli’ because when it was discovered in the 16th century, headless and with other missing parts, it was thought to be a female body nursing putti […]”

From 𝘊𝘢𝘯 𝘢 𝘮𝘰𝘯𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵 𝘣𝘦𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘢𝘯 𝘢𝘭𝘭𝘺? by Simona Da Pozzo e Lorenzo Xiques


QUASI VERO

16 dicembre dalle 18:00 alle 21:00 Studio Cervo, vico San Domenico Maggiore 2, Napoli. In mostra dal 16/12/23 al 30/12/23:

Sveva Angeletti, Spazio In Situ, Roma; Paolo Assenza, off1c1na/Spazio Y, Roma; Alessio Barchitta, collettivo FLOCK, Barcellona P.G.; Marco Bernardi, Camera Frigo, Roma; Erika  Nevia CervoFabrizio CiceroSara Ciuffetta, Spazio Pane, Campoli Appennino; Simona Da Pozzo, Ex Voto, Napoli; Luca Grimaldi, POST EX, Roma; Cristallo Odescalchistruttura, Roma; Nicola Vincenzo Piscopo, Atelier Alifuoco/Quartiere Latino, Napoli; Marco Victor Romano, #APIS+, Benevento; Alice Schivardi, Alvèus_studio, Roma

Orari di apertura al pubblico: dal 16 al 30 dicembre, tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00

Sabato 16 dicembre dalle 18:00 alle 21:00 Studio Cervo presenta “quasi vero”, una mostra collettiva in cui display e opere dialogano senza prevaricazioni nei suoi spazi di recente strutturazione, in vico San Domenico Maggiore 2, nel cuore di Napoli. Lo spazio copre una vasta e labirintica area seminterrata, che un tempo fungeva da deposito di bare e che, dal 2005, è stato convertito in studio d’arte dalla Famiglia Cervo, che per l’occasione, apre al pubblico due locali.

Il progetto espositivo si presenta come un’esplorazione dall’interno dei meccanismi di produzione dell’opera e del luogo in cui tali processi avvengono. Con l’intento di dare nuovi significati all’idea di rappresentazione e approfondire, sondando le logiche che rispondono alle fenomenologie del mostrare, il ruolo che il display ha nell’atto espositivo, lo studio dei due artisti, Erika Nevia Cervo e Fabrizio Cicero, si offre al pubblico nella sua veste di non-finito, di laboratorio, emancipando il concetto di retroscena. In tale contesto si inseriscono e si stratificano le opere degli altri artisti e artiste invitati, tutti provenienti da realtà no-profit a carattere comunitario.

L’atelier d’artista, che sempre più spesso apre le sue porte al pubblico, diviene lo spazio del vivente, del non sistemato, del confuso, del dialogo implicito ed esplicito tra opere e oggetti, che si ricontestualizzano di volta in volta che lo sguardo cade su di loro.  Il titolo della mostra suggerisce una riflessione sul rapporto tra significato e linguaggio espositivo, tra immaginario collettivo e spettacolarizzazione, nel tentativo di riportare in auge la contaminazione e il dialogo tra opere.

Dove inizia e dove finisce il limite tra lo spazio di raccoglimento di un’opera e un’altra? Tra una pratica artistica e un’altra? E che ruolo gioca il display con la sua attitudine all’artificio? Una risposta comune potrebbe essere data dalla funzione che lo spettatore è chiamato oggi a svolgere, quella di non essere più solo davanti l’opera, ma dentro di essa, pronto all’interazione, a coglierne i processi che hanno portato alla sua creazione, problematizzando senso e rappresentazione.

Il progetto vuole presentarsi come un’occasione per discutere di come l’arte sia in grado di opporsi alla sua spettacolarizzazione e a ripensarsi come una forza vitale, in divenire e dialogante, che si pone oltre lo spettacolo del sé.

Talk a ntcm e l’arte

7 novembre ore 19, Via Agnello 12.

nctm e l’arte prosegue il programma di incontri dedicato ai protagonisti della scena artistica contemporanea a cura di Gabi Scardi. Il prossimo incontro vede l’artista Simona Da Pozzo in dialogo con Susanna Ravelli

immagine: “Raccogliere l’Acqua del Nilo Quando Piove”, azione e installazione Simona Da Pozzo 2023, ph Amedeo Benestante.

Articolo su Exibart

Antico Egitto contemporaneo: la mostra di Simona da Pozzo al MANN di Napoli

di Gaia Redavid, Exibart 7 novembre 2023.

“Se è vero, come diceva Einstein, che nella fisica la divisione tra passato, presente e futuro è solo un’ostinata illusione, perché non potrebbe essere lo stesso nell’arte? Nell’indagine di Simona da Pozzo, il passato archeologico torna a parlaci in veste contemporanea, con azioni e allestimenti site-specific, attraversando trasversalmente lo spazio e il tempo.” Così introduce Gaia Redavid la mostra It’s Raining Gods (& Goddesses) nel suo articolo uscito su Exibart a novembre, cogliendo la dimensione fisica della ricerca Atlas dei Corpi.

immagine: “Come il Petricore per i Cammelli” installazione reperto specific: movimentazione della Statua di Iside, insegne led, finestra aperta sulla città, 2023
Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli fino all’11 marzo 2024, mostra a cura di Rita Di Maria ed Ex-Voto.

Per un Museo di Cultura Immateriale: modelli possibili di fruizione

9.11.2023 Palazzo Fondi, Sala Vanvitelli, 9:30 -13:00

L’Arsenale di Napoli presents the Study Conference Per un Museo di Cultura Immateriale: modelli possibili di fruizione, at the conclusion of the project Un Museo Liquido in Campania (A Liquid Museum in Campania) promoted and financed by the Regione Campania – Direzione Generale 12 per le Politiche Culturali e il Turismo – Unità Operativa Dirigenziale Promozione e Valorizzazione Musei e Biblioteche.

Work Introduction by Maria Cristina Comite, co-founder of L’Arsenale di Napoli.

Guests:

Giuseppina Testa and Marinella Buongiovanni NONPI 24-Mental Health Centre, Asl Napoli 1

Maria Corbi, ANM Contemporary Artistic Heritage Manager

Giovanna Cassese, president of the Italian National Arts and Music Council

Luigi Crimaco, director of the Biagio Greco museum in Mondragone

Francesca Amirante, advisor to the mayor of naples on diffuse tangible and intangible heritage.

Simona Da Pozzo, visual artist and researcher

Felice Casucci, Councillor for Tourism and Administrative Simplification of the Campania Region

Anna Gesualdi and Giovanni Trono, founders od Teatringestazione

Alessandra Attena, Project Leader for Urban Value of Palazzo Fondi District

Anita Florio, Head of UOD Museums and Libraries Direction and Promotion of the Campania Region.

Giorgio Milano, Painter artist

Mafalda Inglese, director of My Fair srl

Dialogos part seven

Il 19 ottobre si svolgerà presso SuperOtium la prima tappa di Dialogos Part Seven. A metà strada tra installazione, azione performativa e laboratorio, il progetto artistico vede la partecipazione di Gianluca Codeghini, collettivo damp, Ermanno Cristini, Simona Da Pozzo, Jacopo Natoli, Giancarlo Norese, Luca Scarabelli, Luisa Turuani, Marco Vitale e, specificamente per questa edizione napoletana, di Bianco Valente.
Dalle 15 alle 21 la polvere di eventi si andrà a depositare negli spazi di SuperOtium come un intervento effimero che avrà la durata di un solo giorno.
Per tutta la durata dell’happening il pubblico, in un contesto informale, potrà seguire gli artisti nella realizzazione dei loro interventi e azioni e partecipare al dialogo.

Dialogos è un progetto artistico collaborativo, un dialogo tra artisti, nato da un’idea di Ermanno Cristini, Giancarlo Norese e Luca Scarabelli. Alcuni mesi prima della mostra gli artisti partecipanti iniziano un dialogo online, fatto di parole e/o immagini, che costituisce la base delle “ricadute” espositive, performative, laboratoriali ed editoriali.
Iniziato nel 2011 con una mostra presso Assab One, Milano, è proseguito nel 2013 al MACT/CACT Centro per l’Arte Contemporanea di Bellinzona (CH) (2013), nel 2017 al Vitrína Deniska e Galerie Caesar, Olomouc (CZ), nel 2018 presso Current, Milano, nel 2021 al gepard14, Liebenfeld (CH) e nel 2022 al Kuona Artists Collective, Nairobi (NGR).
www.dialogosart.jimdofree.com

It’s Raining Gods (& Goddesses)

11.10.2023 – 11.03.2024 solo exhibit at Museo Archeologico Nazionale di Napoli// Tempio di Iside

https://mann-napoli.it/raining-gods/

Exhibition curated by Ex-Voto Radical Public Culture and Rita Di Maria part of the project L’Egitto e Napoli tra Antico e Contemporaneo, National Archaeological Museum of Naples.

Through the works created specifically for this exhibition, Da Pozzo places the finds from the Temple of Isis (rooms 83 and 84) and the Farnese Collection (room 13) of the MANN in dialogue with the sculptural group Monument Corpo di Napoli, already the pivot of the Atlas of Bodies research that the artist has been conducting since 2019 (with the support of Ex-voto Association for Radical Public Culture).
Also known as the Statue of the Nile, the sculptural group is located in the heart of Spaccanapoli, in what was once the Regio Nilensis, i.e. the part of the city on the edge of the central core of Neapolis where a colony of Egyptians settled in Roman times.
Da Pozzo intervenes with a playful attitude, but one rooted in research, a doing compromised with the unpredictable and the chaos of everyday urban life, but attentive to the dimension of the invisible. The artist’s studies at the museum have caused new images (actions, visions, dreams) to emerge from the exhibits, creating small time loops.
Three site-specific installations originate from the Navigium Isidis fresco, the Statue of Isis and the Flora Farnese and, through plays of light, transparency and refraction, place the fragility of water resources at the centre of the discourse.
It’s raining gods (& Goddesses) frames the matrix of the Nile Monument in the context of the mystery cults dedicated to Isis and Osiris

13 maggio OPening premio Lissone 2023

The Lissone Prize this year has been reformulated by Francesca Guerisoli, director of the Museum of Contemporary Art in Lissone, entrusting four curators with four exhibitions that will dialogue in the museum for four months.

Underlying the Lissone 2023 Prize is the desire to bring out the lines of research linked to the medium of painting through the eyes of curators and artists of different generations. Current research that can be traced back to contemporary painting is declined in multiple languages, which expose the concept of painting to countless readings.

The exhibition is divided into two chapters: the Grand Prix Section, with the exhibitions Pittura come pratica progettuale and Cose che accadono, the former curated by Gabi Scardi and the latter by Noah Stolz, and the New Visions Section, with the exhibitions Vedute, visioni, voragini and Sonata #023, curated by Saverio Verini and Lucrezia Longobardi respectively.

I am very happy to be part, together with wonderful artists: Sonia Arienta, Isabella Pers, Tiziana Pers, Linda Carrara.

‘La Pittura Come Pratica Progettuale’ is the exhibition with which Gabi Scardi focuses on the work of five artists who share an interest in painting as design practice and are driven by a sensitivity to the crucial issues of our time.