OPACA

Collettivo damp’s OPEN STUDIO
March 13th 2025, ore 18 via Domenico Cirillo, 18 – Atelier Alifuoco, Naples.

artists: cyop&kaf, Simona Da Pozzo, Massimo De Caria, Viola Lo Moro, Simona Pavoni, Mario Francesco Simeone, Marco Vitale, collettivo damp, Ermanno Cristini

L’interesse per il panorama sta nel vedere la città vera – la città in casa-. Ciò che si trova nella casa senza finestre è il vero. […] (Il vero non ha finestre; il vero non guarda mai fuori nell’universo). Walter Benjamin – I passages di Parigi Una finestra si apre su un cavedio buio. Neanche una finestra, più un portale che trasforma ciò che lo attraversa restituendolo come rovesciato. Neanche un portale, più un’opacità oltre cui si avverte il brulicare di una transizione. “Il senso di qualcosa che non vive ma è vivo”


SIMONA DA POZZO // IL PESO NEGLI OCCHI

Feb 22nd – Apr 21st 2025

exHibit curated by Pietro Gaglianò at Palazzina Indiano Arte, Florence

opening Feb 22nd at 5 pm

A cabbage grown in a pot, a caterpillar colony and a human. The three elements at play are part of a network of relationships that include care and survival, with distinct and overlapping roles where one might be surprised to discover that the human recognises herself as ‘at the same time caretaker and parasite of the cabbage’. The human is also an artist and this is where the awareness, the exercise of observation and the works that synthesise it come from. This conference played on equal terms (even if we ignore what consciousness the animals or the plant have of the artist portraying them) reveals the great beauty of things we only mistakenly call small and expresses a political thought, where anti-specism (criticism of the supremacy of one species over another) overturns the attitude, only human, to overpowering.
Pietro Gaglianò

SulLa stupidità della filosofia

Happening-Symposium at Curvapura, Rome 2025.
From Monday 13 January at 14:00 to Tuesday 14 January at 21:00

DIALOGOS PART EIGHT is a relational project by Ermanno Cristini and Giancarlo Norese, developed by Pasquale Polidori in the operational forms of a symposium ON THE STUPIDITY OF PHILOSOPHY in compositional dialogue and curated by Michela Becchis.


Artists: Elisa Allegretti and Giovanna Fiacco, Sonia Andresano, Alessia Armeni, Artisti§Innocenti, Paolo Assenza, Michela Becchis, Elena Bellantoni, Sara Bernabucci, Café Brecht, Valentino Canclini, Elio Castellana, Gianluca Codeghini, Franco Cenci, Chiara Ceroni, Sara Ciuffetta, collettivo damp, Ermanno Cristini, Simona Da Pozzo and Roberto Fiorentini, Ferruccio De Filippi, Iolanda Di Bonaventura, Matteo Di Cintio, Maria Cristina Galli, Tilla Giro, Francesca Gironi, Piotr Hanzelewicz and Sonia Marcone, Anahi Mariotti, Rita Marotta & Pseudo Cartesio, Claudia Melica, Jacopo Natoli, Giancarlo Norese, Matteo Paolucci, {Ugo Piccioni, CMDK10086}, Pasquale Polidori, Nicola Rotiroti, Marcello Sambati, Luca Scarabelli, Gabriele Siniscalco, Antonio Syxty, Luisa Turuani, Delphine Valli, Marco Vitale, Ambra Viviani, Michele Zaffarano, Yihan Zhang, Yiyang Lena Zhou. Con la gentile collaborazione di: Chiara De Angelis, Giuseppe Garrera, Marco Santarelli, Fabrizio Scrivano. Documentazione video: Angelo Marotta, Emanuele Redondi.

Acque Invisibili

3 maggio 2024, Largo Corpo di Napoli

Il Sebeto, il Taglina, le acque dell’Arenella e le sorgenti di acqua ferrata sono solo alcune delle tante acque scomparse, sotterrate, scivolate nelle profondità tufacee di Napoli, prosciugate e chiuse. Acque, scomparse dal panorama sonoro, visibile e tattile di Napoli, che hanno portato gli Alessandrini nel II sec. D.C. a vedere Neapolis come un piccolo delta del Nilo, quel Nilo che oggi appare sdraiato con savoir faire barocco nel cuore della città. Con “Acque Invisibili” un gruppo meraviglioso, che comprende tanto gli studenti del Vico quanto attori culturali della città e artisti, ha lavorato e mondeggiato per rendere possibile questa azione nello spazio pubblico. Abbiamo reso visibili gli 8 cubiti che circondavano il Nilo. I cubiti sono l’unità di misura con cui gli antichi egizi tentavano di comprendere e misurare le piene del Nilo. Ancora oggi tentiamo di prevedere le dinamiche e comportamenti dell’acqua che sfugge all’umana aspirazione di controllo.

L’intervento performativo, promosso e finanziato dal Comune di Napoli, apre il Maggio dei Monumenti 2024 “Le acque di Napoli”


Monumenti e spirito del tempo

Hakerando lo spazio: intervista di Maria Gaia Redavid a Simona Da Pozzo” un capitolo del libro “Monumenti e spirito del tempo. Segni del potere e gerarchie dei valori.” di Emma de Zardo, edizioni FrancoAngeli 2024.

Koinotes: Anthrodays 2024

A proposito di rapporti di specie alternativi, il 15 febbraio, ore 19, racconterò De Bruchis a Casa degli Artisti di Milano nell’ambito di Anthroday 2024 in collaborazione con Anjmot Magazine – Divers3 disegualiAndare verso: Animalità e arte nell’opera di Wurmkos e Simona da Pozzo. Con: Gabi Scardi, Valentina Avanzini, Ivan Bargna in dialogo con Simona Da Pozzo e Pasquale Campanella.

It’s Raining Gods (& Goddesses)

11.10.2023 – 11.03.2024 solo exhibit at Museo Archeologico Nazionale di Napoli// Tempio di Iside

https://mann-napoli.it/raining-gods/

Exhibition curated by Ex-Voto Radical Public Culture and Rita Di Maria part of the project L’Egitto e Napoli tra Antico e Contemporaneo, National Archaeological Museum of Naples.

Through the works created specifically for this exhibition, Da Pozzo places the finds from the Temple of Isis (rooms 83 and 84) and the Farnese Collection (room 13) of the MANN in dialogue with the sculptural group Monument Corpo di Napoli, already the pivot of the Atlas of Bodies research that the artist has been conducting since 2019 (with the support of Ex-voto Association for Radical Public Culture).
Also known as the Statue of the Nile, the sculptural group is located in the heart of Spaccanapoli, in what was once the Regio Nilensis, i.e. the part of the city on the edge of the central core of Neapolis where a colony of Egyptians settled in Roman times.
Da Pozzo intervenes with a playful attitude, but one rooted in research, a doing compromised with the unpredictable and the chaos of everyday urban life, but attentive to the dimension of the invisible. The artist’s studies at the museum have caused new images (actions, visions, dreams) to emerge from the exhibits, creating small time loops.
Three site-specific installations originate from the Navigium Isidis fresco, the Statue of Isis and the Flora Farnese and, through plays of light, transparency and refraction, place the fragility of water resources at the centre of the discourse.
It’s raining gods (& Goddesses) frames the matrix of the Nile Monument in the context of the mystery cults dedicated to Isis and Osiris

giving trees

Through conversations with artists Tiziana Pers, Isabella Pers, Concetta Modica, Stefania Mazzola, Maura Banfo and our curator Susanna Ravelli, I nurture a series of anthropo-eccentric reflections and attempts. For some months now, I have been weaving relationships between our plant companion species with a particular curiosity focused on their root systems.

Velato/Svelato

Dal 19 al 26 novembre, dopo due anni di sosta, Grand Tour en Italie riprende il viaggio con qualche cambiamento, ma con lo stesso intento: raccontare l’Italia attraverso lo sguardo di artiste e artisti.

La meta di questo viaggio è Napoli: una città in cui la sua anima velata e celata si antepone a quella rivelata. Esistono tesori noti e altri nascosti, dei depositi delle collezioni, come quelli del Museo Archeologico di Napoli, o di Capodimonte, che non sono sempre tutti visibili al pubblico; ai luoghi più conosciuti, visitati e rumorosi si contrappongono quelli solitari e silenziosi. La residenza verrà ospitata da SuperOtium: uno spazio ibrido che vuole stimolare una nuova narrazione di Napoli attraverso l’incontro fra artisti, creativi, viaggiatori e la stessa città con i suoi abitanti.

Il viaggio porterà le artiste a realizzare nuove opere, sotto forma di un progetto in progess con disegni, immagini, sculture e quaderni d’artista.

Simona Da Pozzo, artista visiva e ricercatrice interdisciplinare legata al video e alla performance, svolge la sua pratica principalmente in dialogo con lo spazio pubblico, i suoi fruitori e i luoghi di tracciatura delle sue trasformazioni, come la rete, i musei, le biblioteche, gli archivi. Caratteristica principale della sua ricerca è quella di radicarsi saldamente a luoghi e persone(umane e non) per evolversi in direzioni non sempre prevedibili.

Durante la residenza lavorerà, attraverso l’intreccio di disegno e radioestesia, sulla visibilità delle radici degli alberi intrappolate sotto all’asfalto e alle pietre della città. Da Pozzo, inoltre, svolgerà uno degli incontri con/sul Corpo di Napoli del progetto “Atlas dei Corpi” per la creazione di un nuovo capitolo della ricerca, in collaborazione con Lorenzo Xiques.