il filo della memoria
24 maggio 2024 | 8:30-13:30 Milano | Auditorium Giorgio Squinzi |Via Pantano 9


il filo della memoria
24 maggio 2024 | 8:30-13:30 Milano | Auditorium Giorgio Squinzi |Via Pantano 9


First two stages of the INTERSPAZIO project: from 11 to 17 May atelier and residency at Orlando Festival, Bergamo, and at Lavanderia a Vapore, Collegno.
INTERSPAZIO involves multidisciplinary artstə, operatorə and curatorə, with a focus on the languages of performance and the body, in a shared collective research on the theme of the ‘public’ in its plastic and multifaceted articulation.
Public is understood in its broad meaning as a space but also as a statute, as a political function and as a group of people that bypasses the act of fruition and is instead constituted as a temporary aggregate: a redefinition that involves artists and artists and curators who are confronted with the call to transform their own methods and practices in order to arrive at new forms of mediation and relationship with the present context and with the invisible or absent one.
The project is articulated over the course of 2024 within the framework of the programmes curated by the five call promoters: Orlando Festival (Bergamo, May), Lavanderia a Vapore (Collegno – Turin, May), Invisible Cities (Gorizia, September), Intercettazioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia / Zona K (Milan, October), Periferico Festival (Modena, October). The artists involved in the process are: Tea Andreoletti, Giovanna Rovedo and Simona Da Pozzo

3 maggio 2024, Largo Corpo di Napoli
Il Sebeto, il Taglina, le acque dell’Arenella e le sorgenti di acqua ferrata sono solo alcune delle tante acque scomparse, sotterrate, scivolate nelle profondità tufacee di Napoli, prosciugate e chiuse. Acque, scomparse dal panorama sonoro, visibile e tattile di Napoli, che hanno portato gli Alessandrini nel II sec. D.C. a vedere Neapolis come un piccolo delta del Nilo, quel Nilo che oggi appare sdraiato con savoir faire barocco nel cuore della città. Con “Acque Invisibili” un gruppo meraviglioso, che comprende tanto gli studenti del Vico quanto attori culturali della città e artisti, ha lavorato e mondeggiato per rendere possibile questa azione nello spazio pubblico. Abbiamo reso visibili gli 8 cubiti che circondavano il Nilo. I cubiti sono l’unità di misura con cui gli antichi egizi tentavano di comprendere e misurare le piene del Nilo. Ancora oggi tentiamo di prevedere le dinamiche e comportamenti dell’acqua che sfugge all’umana aspirazione di controllo.
L’intervento performativo, promosso e finanziato dal Comune di Napoli, apre il Maggio dei Monumenti 2024 “Le acque di Napoli”

From Monday 6 May, NEGOZIO will be exhibiting the project Protocollo e listino prezzi per un tentativo di equa accessibilità alla rappresent…
The work investigates value attribution systems by superimposing the bureaucratic mechanisms of the Ministry of Labour and Social Policies on those of the art market. Through the device of the shop window, the artist offers an ISEE service of the person portrayed. A drawing, a text and some practical information give passers-by the coordinates to activate the service.
image: detail of the installation






The intervention will be visible from Monday to Saturday 10am – 5pm and by appointment, from 6 May to 9 June at the headquarters of the Attiva Cultural Projects association in via Francesco Bellucci Sessa 23, Portici, (NA).
NEGOZIO is a project by damp collective
Ph: Alessandro Armento
“Hakerando lo spazio: intervista di Maria Gaia Redavid a Simona Da Pozzo” un capitolo del libro “Monumenti e spirito del tempo. Segni del potere e gerarchie dei valori.” di Emma de Zardo, edizioni FrancoAngeli 2024.
A proposito di rapporti di specie alternativi, il 15 febbraio, ore 19, racconterò De Bruchis a Casa degli Artisti di Milano nell’ambito di Anthroday 2024 in collaborazione con Anjmot Magazine – Divers3 diseguali– Andare verso: Animalità e arte nell’opera di Wurmkos e Simona da Pozzo. Con: Gabi Scardi, Valentina Avanzini, Ivan Bargna in dialogo con Simona Da Pozzo e Pasquale Campanella.

On the occasion of ART CITY Bologna, with a talk at Sof:tart Activa Cultural Project presents Ŏpĕra magazine #12. The talk will feature Lorenzo Xiques and Simona Da Pozzo, authors of the contribution “Può un monumento diventare unə alleatə?” (Can a monument become an ally?) for the column A proposito di.
February 3rd, 6:30 pm at Sof:Art, Corte Isolani 2F – 40125, Bologna
“In the 𝘼 𝙋𝙍𝙊𝙋𝙊𝙎𝙄𝙏𝙊 𝘿𝙄 ” column of Ŏpĕra 12, artist Simona Da Pozzo dialogues with queer curator and activist Lorenzo Xiques about the 𝘊𝘰𝘳𝘱𝘰 𝘥𝘪 𝘕𝘢𝘱𝘰𝘭𝘪, a famous monument in Naples which is depicted here in its fluid dimension.
LX: To me, statues have always represented symbols of power, of history narrated by the victors, of the ruling class, and thus of patriarchy. I usually ignore them when I encounter them on the street; it is difficult for me to imagine them as allies.
SDP: In my opinion, this statue, unlike many others, lends itself to dismantling the narrative of masculinity and the 𝘔𝘢𝘭𝘦𝘤𝘦𝘯𝘦. It is called ‘Corpo di Napoli’ because when it was discovered in the 16th century, headless and with other missing parts, it was thought to be a female body nursing putti […]”
From 𝘊𝘢𝘯 𝘢 𝘮𝘰𝘯𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵 𝘣𝘦𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘢𝘯 𝘢𝘭𝘭𝘺? by Simona Da Pozzo e Lorenzo Xiques
Sveva Angeletti, Spazio In Situ, Roma; Paolo Assenza, off1c1na/Spazio Y, Roma; Alessio Barchitta, collettivo FLOCK, Barcellona P.G.; Marco Bernardi, Camera Frigo, Roma; Erika Nevia Cervo, Fabrizio Cicero, Sara Ciuffetta, Spazio Pane, Campoli Appennino; Simona Da Pozzo, Ex Voto, Napoli; Luca Grimaldi, POST EX, Roma; Cristallo Odescalchi, struttura, Roma; Nicola Vincenzo Piscopo, Atelier Alifuoco/Quartiere Latino, Napoli; Marco Victor Romano, #APIS+, Benevento; Alice Schivardi, Alvèus_studio, Roma
Orari di apertura al pubblico: dal 16 al 30 dicembre, tutti i giorni (tranne il lunedì) dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00

Sabato 16 dicembre dalle 18:00 alle 21:00 Studio Cervo presenta “quasi vero”, una mostra collettiva in cui display e opere dialogano senza prevaricazioni nei suoi spazi di recente strutturazione, in vico San Domenico Maggiore 2, nel cuore di Napoli. Lo spazio copre una vasta e labirintica area seminterrata, che un tempo fungeva da deposito di bare e che, dal 2005, è stato convertito in studio d’arte dalla Famiglia Cervo, che per l’occasione, apre al pubblico due locali.
Il progetto espositivo si presenta come un’esplorazione dall’interno dei meccanismi di produzione dell’opera e del luogo in cui tali processi avvengono. Con l’intento di dare nuovi significati all’idea di rappresentazione e approfondire, sondando le logiche che rispondono alle fenomenologie del mostrare, il ruolo che il display ha nell’atto espositivo, lo studio dei due artisti, Erika Nevia Cervo e Fabrizio Cicero, si offre al pubblico nella sua veste di non-finito, di laboratorio, emancipando il concetto di retroscena. In tale contesto si inseriscono e si stratificano le opere degli altri artisti e artiste invitati, tutti provenienti da realtà no-profit a carattere comunitario.
L’atelier d’artista, che sempre più spesso apre le sue porte al pubblico, diviene lo spazio del vivente, del non sistemato, del confuso, del dialogo implicito ed esplicito tra opere e oggetti, che si ricontestualizzano di volta in volta che lo sguardo cade su di loro. Il titolo della mostra suggerisce una riflessione sul rapporto tra significato e linguaggio espositivo, tra immaginario collettivo e spettacolarizzazione, nel tentativo di riportare in auge la contaminazione e il dialogo tra opere.
Dove inizia e dove finisce il limite tra lo spazio di raccoglimento di un’opera e un’altra? Tra una pratica artistica e un’altra? E che ruolo gioca il display con la sua attitudine all’artificio? Una risposta comune potrebbe essere data dalla funzione che lo spettatore è chiamato oggi a svolgere, quella di non essere più solo davanti l’opera, ma dentro di essa, pronto all’interazione, a coglierne i processi che hanno portato alla sua creazione, problematizzando senso e rappresentazione.
Il progetto vuole presentarsi come un’occasione per discutere di come l’arte sia in grado di opporsi alla sua spettacolarizzazione e a ripensarsi come una forza vitale, in divenire e dialogante, che si pone oltre lo spettacolo del sé.
7 novembre ore 19, Via Agnello 12.
nctm e l’arte prosegue il programma di incontri dedicato ai protagonisti della scena artistica contemporanea a cura di Gabi Scardi. Il prossimo incontro vede l’artista Simona Da Pozzo in dialogo con Susanna Ravelli
immagine: “Raccogliere l’Acqua del Nilo Quando Piove”, azione e installazione Simona Da Pozzo 2023, ph Amedeo Benestante.